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Chi siamo
La storia della Società Alpinistica Valmaggese sopratutto ai suoi inizi coincide e si integra con quella della Capanna Piano delle Creste. Se l'idea di una Capanna sia stata lo sprone, la ragione e il seme che fece nascere la Societa' stessa o, viceversa, una volta nata la società si incominciò a pensare alla realizzazione di una Capanna è, a distanza di quasi quarant'anni ancora un quesito irrisolto. Di fatto raccontare la storia della Capanna Piano delle Creste è anche raccontare della SAV e raccontare la storia della SAV non può prescindere dal raccontare la storia anche del Piano delle Creste . Per questo riportiamo anche in questo capitolo una parte del testo di Luigi Martini, primo presidente SAV, già citato nel capitolo della storia della Capanna Piano delle Creste, convinti che questa rilettura ci racconti anche la storia della Società Alpinistica:
"...Non è questa la sede per fare la storia degli alpi in generale e di quelli bavonesi in particolare, ma con la fine della guerra che già aveva protratto nel tempo un’attività da sopravvivenza , l’arrivo delle possibilità di lavoro portato dagli impianti idroelettrici nel 1950 e la fine delle piccole aziende agricole familiari verso il 1600, anche l’alpeggio ancora esercitato sugli alpi della bassa Vallemaggia e su quelli migliori della Bavona ebbe fine. Con l’abbandono degli alpi, la gente del posto che quasi aveva il rigetto di tornare a faticare sui monti, la mancanza di bestiame in quota, la possibilità di disporre di un mezzo di locomozione, motocilcletta in particolare, che aprì alla gioventù nuovi spazi dove impiegare il tempo libero, ben presto gli accessi alle nostre montagne e le infrastrutture alpestri conobbero, se non la scomparsa, un degrado enorme.
Fu allora, verso il 1970, che venne l’idea di istituire la SAV con lo scopo essenziale di :
- Riportare la gente, soprattutto i giovani, sulle nostre montagne
- Far conoscere la bellezza di questo mondo nascosto
e, per ovviare alla cancellazione dei sentieri,
- Insegnare la lettura della carta geografica e l’uso dei mezzi di
orientamento
- Insegnare l’impiego della corda come mezzo di sicurezza e di trasporto
- Preparare dei gruppi di intervento per soccorrere eventuali dispersi
- Procedere alla marcatura dei sentieri principali.
Nelle mire della SAV nemmeno era esclusa la possibilità, allora considerata remota, di sfruttare un corte alpestre abbandonato per realizzare un rifugio....."
La storia più recente, invece racconta della Capanna Soveltra, prima, del Rifugio Fiorasca poi, ed ancora, oggi della Via Alta della Vallemaggia, ed è una storia che si può approfondire leggendo le storie delle nostre Capanne....o studiare a fondo, nei particolari, leggendo i verbali delle nostre assemblee, visibili cliccando qui.