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Gite sociali
Gita con racchette e sci alpinismo della SAV nella Safiental 26/27 febbraio 2011
Per il fine settimana bianco del 26/27 febbraio 2011 la gita, della durata di 3 ore di salita e 2 di discesa, era prevista per domenica 27 febbraio 2011. Già alcuni giorni prima le previsioni meteorologiche annunciavano per domenica il brutto tempo e nevicate sopra gli 800 m s/m. costringendo così gli organizzatori ad anticipare al sabato l'uscita con racchette e sci alpinismo nella Valle di Safiental.
Tempestiva la decisione e l'invio ai partecipanti della modifica del programma!
Malgrado la modifica di programma sui due piedi, puntuali alle ore 8:00 ci siamo ritrovati, come l'anno scorso, a Nufenen per la prima colazione e le informazioni dettagliate dell'evolversi della giornata o meglio del fine settimana bianco.
Giunti a Versam, ad attenderci al Gathaus Rössli c'erano le nostre guide, Georg e Christian e dal giorno prima i soci Estelle e Claude che già rientravano da una escursione con sci alpinismo fatta nella zona di Thurhaus.
Il tempo di scaricare i bagagli dalle auto e poi dirigerci vero Tenna, punto di partenza della nostra escursione.
Tenna è un piccolo paesino di montagna. Il documento più vecchio di Tenna risale ad un contratto di compra-vendita dell'anno 1398.
Il comune ha contribuito a "costruire" con il comune di Safen il circolo di Safien appartenente al distretto di Surselva. La sua estensione è di 1128 ha. che spaziano dal punto più basso il Rabiusaschluch a 795 m s/m. fino alla sommità del Pizzo Rein a 2796 m s/m.
Il paese si suddivide in cinque frazioni chiamate Acla (1235 m) Egschi (1254 m) -a valle- Usserbärg (1644 m) Mitti (1643 m) e Innerbärg (1609 m) -a monte-. Tenna confina coi seguenti comuni: Riein, Safien, Valendas e Versam.
Attualmente Tenna conta 111 abitanti, nell'anno 1880 era abitato da 142 abitanti, nel 1950 da 141 abitanti e trenta anni dopo da 121 abitanti, nel 1990 gli abitanti sono scesi a 96 unità e nell'anno 2000 a 79 unità.
Il decano degli abitanti è un uomo di 92 anni e la più anziana donna ne ha 86. L'età media degli abitanti è di 40 anni. Il gettito fiscale nel 2009 è stato di CHF 103'000.-
A Tenna non è andato perso il tradizionale uso dell'arte contadina. La si nota nel paese, il paesaggio circostante e nella costruzione delle case, le ultime sono state modernizzate all'interno ma hanno mantenuto il carattere Walser. (vedi foto).
In questo posto Walser, incantevole di spazi notevoli ci siamo incamminati seguendo le nostre guide Georg e Christian che ringrazio. (vedi foto) e verso sera rientrati al Gasthaus Rössli dove ci attendeva l'ottima cena.
La serata è poi proseguita con canti e composizioni fino…a mattina per certi.
Qui le foto delle belle giornate insieme
Alla prossima... Arturo
18.02.2011 Gita in notturna con racchette al chiaro di luna (C. Milani)
Dopo una giornata di lavoro, venerdì 18 febbraio alle ore 18:00 un gruppo di 24 soci appartenenti alla SAV e all'UTOE Bellinzona si danno appuntamento nel posteggio adiacente il palazzo comunale di Magadino.
Una serata tipica d'inverno, gelida senza una nuvola e nel lento progredire della notte il cielo si punteggia di stelle. Le acque del lago Maggiore, scure, appena sotto di noi posano sulla riva. Di fronte a noi la foce della Maggia su cui sorgono i quartieri nuovi di Ascona e Locarno che si illuminano.
In una baleno i partecipanti sono uniti in gruppo da Clemente. Accertato il numero dei presenti ed assegnati i posti, si parte con le auto private per l'Alpe di Neggia (1395 m. s/m), punto di partenza della nostra gita in notturna con racchette al chiaro di luna con la meta Monte Gambarogno (1737 m. s/m).
Alle 20:00 il gruppo raggiunge la cima!
Di fronte a noi un orizzonte di vette meravigliose che spazia dal Giridone tutto a sinistra al Corbet dell'estrema destra e fra essi la Corona del Pinci: Cardada, Cimetta, Madone di Giove, Poncione d'Alnasca, Pizzo Vogorno, Madone, Sassariente, Cima dell'Uomo, Pizzo di Claro.
Sul fondo, brillano di luminosità Porto Ronco: Ascona, Locarno, Minusio, Tenero e Magadino.
Il tempo di scattare qualche foto e poi la discesa e la cena in compagnia a base di polenta, spezzatino e gorgonzola servita al ristorante ritrovo di Neggia.
Musica e canti ci hanno accompagnati fino a tarda sera….alla prossima!
Qui alcune foto della gita
Grazie Clemente.
29.08.2010 Poncione di Alnasca...ed altro
Giornata bellissima quella che si preannuncia al ritrovo a Brione per la salita al Poncione di Alnasca.
Ci ritroviamo di buon mattino, con piacere ed allegria, in 12, per la partenza, nonostante gli annunciati oltre 1500 mt. di dislivello che ci separano dalla cima.
Zaini in spalla e via, di buon passo, fino a raggiungere l'Alpe Alnasca, splendido pianoro con vista spettacolare sulle montagne della Verzasca ed in particolare sulla Val d'Osola. Qui ci aspettano Mina e Germana che ci accolgono col calore e la gentilezza che le contraddistinguono sempre.
Un grazie davvero di cuore per la loro disponibilità e per il graditissimo caffè per tutti preparato in cascina.
Dall'alpe alla vetta la fatica sembra scomparsa ed in men che non si dica siamo in cima a gustare un panorama con pochi uguali che spazia su tutte le montagne circostanti che ci divertiamo a riconoscere frugando ciascuno nei ricordi delle sue precedenti escursioni. Ma Mina ci ha messo un tarlo nella testa: perché non approfittare della bella giornata, della voglia di camminare e di stare insieme e tornare, anziché come previsto dalla via di salita, passando per la capanna Efra ?
Si tratta di un giro lungo ed impegnativo (abbiamo già 1500 mt. di dislivello nelle gambe!) ma nessuno si preoccupa e, superata ogni perplessità, tutti accettano con piacere la variante. Così superiamo via via la valle di Cremenzè, poi le propaggini dei Pizzi del Rabbioso, poi ancora per la Bassa di Motto arriviamo alla Bocchetta dello Scaiee e da qui al Passo del Gagnone, da dove scendiamo verso il Lago d'Efra , prima di affrontare la ancor lunga discesa verso Frasco, dove le solite anime gentili di Mina e Germana ci vengono a prendere per riaccompagnarci a Brione.
In totale oltre 2400 mt. di dislivello in salita ed altrettanti in discesa per circa 10 ore di cammino !
Davvero un gruppo in gamba! Tutti meritano sinceri complimenti e un grande grazie per la bella compagnia e per la disponibilità e condivisione dimostrata in ogni attimo della intensissima giornata.
Bruno
30.05.2010 Gita SAV al Sasso Gordona
Siamo stati fortunati, anche se alla partenza il cielo non era invitante poi si è aperto e abbiamo intravisto fra le nebbie anche quel ramo di lago fino a Bellaggio.
Da vicino, il Sasso Gordona era un giardino meraviglioso, con le sue Peonie, Narcisi, Orchidee e tanti altri bei fiori in un verde appena lavato dalla pioggia.
Un buon "Zincarlin" ha premiato la sgambata di una giornata che alla fine è risultata estiva.
Grazie ad Annelise, Veronica, Andres e Clem di averci creduto.
Qui qualche foto della giornata
Clemente Milani
25.04.10 Gita Sav alla Certosa di Pavia.
Una bella giornata di sole, nonostante brutti presagi mattutini, ci ha accompagnati nella nostra visita alla Certosa di Pavia. Non serve spendere parole sulla imponenza della Certosa e sulle incredibili bellezze ben descritte e spiegate dal simpatico monaco cistercense che con ottima preparazione e buon spirito ci ha accompagnato durante la visita, dapprima all'interno della chiesa e poi all'esterno, nei magnifici chiostri, circondati dalle sorprendenti celle dei frati certosini che in origine vivevano in Certosa.
Poi di nuovo in bus, verso la zona dell'Oltrepò, dove, a due passi dalla frenetica civiltà dei centri commerciali, abbiamo trovato pace e tranquillità tra filari interminabili di vigneti, presso l'agriturismo La Roveda, dove abbiamo gustato le specialità della cucina locale e soprattutto la bellezza del paesaggio.
Infine la visita alla cantina La Malpaga, dove grazie al prezioso e competente aiuto del titolare ci è stato mostrato tutto il processo produttivo degli ottimi vini della tenuta, gustando nel frattempo, oltre a qualche calice di vino, anche lo splendido panorama dei colli dell'Oltrepò interamente ricoperti, per ettari ed ettari, da immensi vigneti. Grazie a tutti i partecipanti, grazie a che ha organizzato ed a chi ha lavorato per il buon esito della gita.
Anche sul nostro forum commenti e riflessioni sui momenti trascorsi insieme.
Qui una raccolta di foto della giornata
06-07.03.10 Due giorni SAV a S. Antonien.
Una gita con racchette e sci escursionismo, forse la prima, di due giorni organizzata per i soci della SAV al di fuori dalle mete consuetudinarie, per scoprire altri luoghi, lasciarci sorprendere dall'avventura, del suo fascino e conoscere gente, osservare i loro volti, apprezzare le loro abitudini, sentire altre lingue, gustare le loro specialità prodotte in loco, coinvolgendo soci e amici, condividendone l' allegria in una "Berhaus" a oltre 1800 m s/m. Gli appuntamenti nei luoghi di ritrovo, il gusto di scoprire l'altro, l'avventura, l'allegria, la gioia, le risate, la sorpresa, l'incertezza delle previsioni meteorologiche sono stati gli ingredienti dei due giorni.
Le previsioni meteorologiche di sabato 6 marzo (perlopiù coperto e nevicate, più importanti sul pendio nord alpino) non invogliavano certamente a partire. D'altra parte quelle di domenica 7 marzo (in parte soleggiato) riaccendevano le speranze nostre di una domenica soleggiata per la quale valeva la pena affrontare le nevicate del giorno prima. Prediligendo la speranza, abbiamo così assunto il rischio di avviarci nell'avventura dei due giorni come programmati, rinunciando per forza alla gita con meta Eggberg 2202 m s/m di (2 ½ h). Trentadue gli iscritti alla gita. Ventinove, provenienti da più comuni del Ticino, si sono dati appuntamento in quattro "punti" o centri di ritrovo (Lodano, Ascona, Camorino, Nufenen) per raggiungere St. Antönien dove, in orario, i tre soci di Coira (Rodolfo, Christian e Georg) si sono uniti.
Come da tabella oraria, puntuali alle 8:10 si sono radunati a Nufenen, ultimo centro di ritrovo, i ventinove soci iscritti consumando la prima colazione ed ascoltando le informazioni inerenti la giornata.
Man mano che ci avvicinavamo a Prättigau, ai nostri occhi appariva la conferma delle previsioni meteorologiche e già a Coira scendevano minuscoli fiocchi di neve portata dal vento su sfondo maculato di grigi chiaroscuri. Non tutti erano a conoscenza delle difficoltà, in caso di nevicate, del tratto di strada in salita che collega Küblis a Pany. Una distanza di soli 5 km, ma di marcata pendenza le cui difficoltà di spostamento avrebbero potuto far decidere il rientro a soli 6,5 km dall'arrivo a St. Antönien.
Eh no! Non si molla! Tutti hanno affrontato col sorriso e spirito d'avventura anche quella difficoltà; chi con marcia ridotta e sbandamenti, chi con montate all'auto soltanto due copertoni da neve, chi ha dovuto fermarsi e montare le catene e chi, per finire, ci ha raggiunti con l'auto postale. Anche in questa circostanza hanno prevalso la calma, la ragione, il sorriso, il desiderio di rimanere nel gruppo e trascorrere due giorni nella felicità, nell'allegria, affrontando ogni peripezia in silenzio. Raggiunto il posteggio a St. Antönien è poi stato distribuito il materiale di sicurezza, (grazie Felice e Claudio) passati al controllo e dopo di che tutti sotto la neve, a -8° affrontando raffiche di vento, si sono incamminati verso la Berghaus Alpenrösli.
All'arrivo, sistemati racchette e bastoni, la casa alpina usa offrire il "welcome drink", la bevanda di accoglienza, ma noi abbiamo preferito ed optato per le bibite a cena. Il pomeriggio è passato in fretta; chi ritiratosi nelle proprie camere, chi s'è guardato assieme ad un gruppo di giovani germanici il documentario ripreso dal loro capo gita sul Kilimangiaro, chi giocando a "scopa" e chi godendo dei massaggi nel "Jacuzzi" e tuffandosi nella neve gelida. Puntuali e sotto la neve alle ore 17:00 ci hanno raggiunto le guide del giorno dopo, Rodolfo, Christian, Georg, Felice e Monica. Un grazie particolare va a Christian che ha portato a spalla la chitarra. Si è poi rilevato un bravissimo cantante conoscitore dei testi di molte canzoni ticinesi. Dopo la gustosa ed abbondante cena si sono susseguite le presentazioni delle guide che hanno esposto il programma del giorno dopo. Un ringraziamento particolare è stato pronunciato a Felice e Monica che si sono uniti per la cena, rimasti con noi fino a tarda ora e rientrati poi a St. Antönien. La serata s'è poi protratta fino a tardi con le note della chitarra del sottoscritto e canti…….i cui fascicoli dei testi sono stati preparati e distribuiti sorprendendo tutti da Carla (grazie Carla per il lavoro di preparazione dei "canzonieri" che hanno coinvolto totalmente il gruppo a cantare). Il giorno dopo, domenica 7 marzo 2010, "diana" alle ore 07:30 e subito accostarsi alla prima finestra per volgere lo sguardo alle cime.
Tempo splendido, da tutti inattendibile, montagne innevate baciate dai primi raggi di sole e cielo azzurro. Temperatura -18°. La partenza, per la capanna Carschina del CAS sezione Rätia a quota 2236 m s/m è stata fissata per le ore 09:00. Per le scale, appiccicati alle finestre, nei corridoi e fuori si incontravano soci intenti nelle proprie faccende; a fotografare l'ambiente circostante, alla preparazione dei sacchi, a gustare la colazione e a riempire di tè caldo le borracce. Pochi minuti prima della partenza, controllo da parte di Georg della funzionalità degli apparecchi di sicurezza, suddivisione in due gruppi, foto e partenza. Il primo gruppo in testa Georg e chiudeva Renato, il secondo guidato da Rodolfo ed in coda il sottoscritto e Christian.
Le immagini esprimono tutta la bellezza della zona e la gioia dei partecipanti a questa avventura. Georg e Christian si sono poi incamminati per la cima del Schafberg 2456 m s/m e sciando ci hanno raggiunti in un baleno.
Si ringraziamo; Rodolfo, Christian, Georg e tutti i partecipanti.
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02.03.10 Gita alla Capanna Poncione di Braga
Splendida giornata, numerosi partecipanti, clima e compagnia da non dimenticare
Ogni escursione poi ha le sue immagini simboliche, riflesso di una trasformazione del vissuto, per ognuno diverso. Oggi la forza della cascata di ghiaccio, la delicatezza dei larici, la rotondità avvolgente della neve, la vetta del Poncione di Braga come un miraggio, l'ampiezza degli spazi, il piacere della camminata, l'accoglienza della capanna, la forza del gruppo, il piacere della discesa… E per qualche attimo resta il segno del nostro passaggio. Giosanna Crivelli
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13-14.02.10 Week end sulla neve per molti amici della SAV.
Un week end ricco di opportunità per le escursioni sulla neve. Sabato meteo imprevedibilmente favorevole con cielo terso, sole quasi primaverile e neve bellissima, ma solo 4 partecipanti alla gita nella zona della Capanna Bovarina. Domenica meteo ancora imprevedibilmente... così così, ma ben 38 parteciapnti alla gita SAV-SEV ai Tirz. Peccato per il tempo, ma compagnia gradevole e comunque una piacevole giornata insieme.
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Cliccando qui, invece tutte le foto della gita ai Tirz, pubblicate su Picasa
02.02.10 Gita a Monte Cima
Mentre salivo verso Rima e poi ancora più su e osservavo dinnanzi a me il lungo serpentone variopinto, dai colori resi ancora più vivaci per il netto contrasto con il bianco della neve, i miei pensieri sono tornati tra le pieghe del tempo per una sorta di evidente contrasto. Mia mamma e tanti altri come lei oltre cinquant'anni fa percorrevano gli stessi sentieri. Se chiudo gli occhi la rivedo come allora, passo dopo passo con sulle spalle la brenta del latte e sotto il braccio un mazzo di rametti per accendere il fuoco. Chissà che ci avrebbero detto, incontrandoci in una mattina tanto fredda. Di sicuro sarebbero rimasti di stucco e incapaci di comprendere il nostro piacere, loro che dipendevano da questi poco agevoli spostamenti quotidiani.
Per noi invece una gioia, e i volti sorridenti lo testimoniano, una ricerca di valori veri che lo stretto contatto con la natura può regalare. Perciò quasi nessuna fatica a raggiungere Monte Cima, malgrado gli 800 metri di dislivello.
Un pugno di costruzioni con un'imponente croce che svetta contro un cielo velato ci appare all'improvviso, appena si sbuca da un fitto bosco di abeti e faggi.
Un poggio davvero panoramico. In primo piano il Pizzo Ruscada e poi la Corona di Redorta, il Madas, il Monte Zucchero, la Val Mala con i suoi fianchi ripidi e inaccessibili, la conca di Cocco, ombrosa e seria come non mai; verso sud lo sguardo spazia verso la piana di Bignasco.
Dopo la pausa pranzo di nuovo in fila indiana per la discesa seguendo il Sentierone, opera recente grazie all'intraprendenza di Giacomo Fiori.
Ci ritroviamo a Menzonio quasi senza accorgerci ed io, ma penso valga per tutti i partecipanti, sono felice per aver trascorso questa giornata in un ambiente ricco di pace ed ho apprezzato la compagnia di chi ha accolto l'invito alla gita SAV. Un grazie a tutti e ad un prossimo incontro tra le nostre meravigliose montagne.
Per le foto della giornata clicca qui
19.01.10 Gita all'Alpe Bardughè
Non avremmo potuto chiedere nulla di più, né di meglio alla giornata di martedì 19 gennaio.Un cielo di un azzurro intenso come si vede solo in inverno, quando il contrasto con il bianco della neve lo valorizza ancora di più e il sole lo rende vivo e luminoso.Tanti, inaspettatamente tanti i partecipanti alla gita: chi da Mendrisio, chi dal Luganese, Bellinzonese, Locarnese, Vallemaggia e…ciliegiona sulla torta Giorgio, presidente FAT, arrivato trafelato in bici al posteggio Gnesa a Gordola.Ci organizziamo con le auto per non invadere tutti i posteggi di Costa Piana e poi via, in marcia verso Bardughé. Il sentiero nella neve è già tracciato, perciò la salita è tranquilla e rilassante. Salendo di quota lo sguardo spazia ad ammirare la meravigliosa zona che ci circonda offrendo una stupenda vista sul Lago Maggiore, Cimetta, la Cima del Trosa, il Madone, e tante altre vette ancora.A mezzogiorno tutto il gruppo ha raggiunto l'alpe ed è uno spettacolo vedere questa conca così ampia, con le cascine disposte praticamente su una linea orizzontale, circondata dalle montagne che incombono e fra queste, il Pizzo Vogorno. (Tra noi due una promessa: ti verrò a trovare appena l'inverno avrà lasciato il posto alla primavera!). Poi come lucertole ci godiamo il sole e ciò che esce dagli zaini e…quasi per magia ecco una bottiglia di vino, il panettone, il tutto per festeggiare il compleanno di Mina che ha scelto Bardughé come contorno alla sua festa: una scelta davvero azzeccata!
Un grazie a tutti i partecipanti per aver aderito all'invito SAV e ad un prossimo incontro. (Gabriella)
Per vedere una selezione di foto della giornata clicca qui
P.S. Anche da tutti quelli che non hanno potuto partecipare alla gita tanti auguri a Mina per il suo compleanno!!
04.10.2009 10° anniversario della Capanna Barone
Ecco le foto di Stefano scattate domenica alla Capanna Barone pubblicate su questo sito in modo che anche altre persone possano gustare e rivivere questi momenti meravigliosi. Eravamo in una quindicina, una giornata stupenda e tanta allegria. Per visualizzare le foto clicca qui
27.09.2009 Gita autunnale per tutti
Questa estate settembrina che ancora ci regala giornate meravigliose, non si è smentita neppure domenica in occasione della gita SAV.
Alla partenza adulti e bambini, tutti, anche i più piccoli, con il loro zaino in spalla e molto entusiasmo. Zaini che si sono via via riempiti di funghi, certo non tra i più pregiati, comunque commestibili, come mazze di tamburo e "bedolit". Francesco e Alessandro ne hanno raccolto a decine, tanto da avere i pasti garantiti per tutta la settimana!
Passo dopo passo abbiamo raggiunto Marena, monte che sovrasta Maggia e riconoscibile di notte per la croce illuminata; attraversato brevi rigagnoli; osservato le foglie ingiallite delle betulle cadere come in una danza perchè sospinte da un alito di vento; ammirato dall'alto uno stupendo panorama sul fondovalle: da Moghegno fino alla Rovana; attraversato il ponte della valle del Salto con un misto di stupore e apprensione per quella gola così profonda e ombrosa. Poi abbiamo pranzato in un angolo davvero stupendo: Scimosasso.
I bambini si sono subito trovati a loro agio tra altalene, carrucole e casine sugli alberi, dimenticando in un attimo la fatica della salita.
Una giornata rilassante e serena che dà carica alla settimana.
Un grazie a chi ha partecipato, a chi ci ha ospitato con tanta cordialità e a chi ha cucinato un'ottima polenta.
Clicca qui per le foto della giornata
13.09.2009 Salita al Pizzo di Claro (mt. 2727)
Dopo un weekend dedicato alla festa in Soveltra, dopo un secondo weekend dedicato alla festa a Robiei, bisogna tornare … a faticare ed allora ecco arrivare la volta della gita al Pizzo di Claro.
In verità non una fatica eccezionale, ma pur sempre un migliaio di metri di dislivello ed una quindicina di chilometri da percorrere.
Siamo in tredici al punto di ritrovo di Roveredo, ma nessuno è superstizioso e così, raggiunta in auto l' Alpe Stabveder, si parte in allegria, confortati da un cielo migliore di quanto ci si potesse aspettare dopo aver sentito le previsioni meteo. Raggiungiamo velocemente la sella a quota 2270, dove, incredibilmente, dal cilindro magico a forma di zaino dell'amico Nino sbucano, graditissimi, cornetti e cioccolata per tutti !!
Vorrei arrivare in cima in tempo per la discesa sul lago prima di pranzo, così ripartiamo di buon passo percorrendo la ripida ganna della Val Granda ed in men che non si dica siamo in cima, dove ancora riusciamo a gustarci il vastissimo panorama prima che nuvole e nebbia rendano tutto ovattato e confuso.
La discesa sul lago Canee è ripida, su un sentierino spesso coperto (sorpresa davvero imprevista !!) da una spolverata di neve caduta nella notte, ma tutti, più o meno velocemente, lo affrontiamo con la dovuta attenzione e ci portiamo così sul pianoro sopra al lago dove pranziamo e dove dallo zaino-cilindro visto prima, fuoriescono ancora leccornie d'ogni tipo che tutti apprezziamo con molta gratitudine per chi le ha portate sin qui.
Il cielo ora sembra promettere poco di buono ed allora…gambe in spalla e via verso il passo di Mem, lungo la cresta che porta in Brogoldone, poi giù, mentre il sole torna a fare capolino, a percorrere tutto il lungo pianoro del Baitel, per ritornare sul sentiero percorso la mattina e da qui raggiungere nuovamente le auto.
Bella gita, bella compagnia, persone squisite, da ringraziare personalmente, una per una, per la loro partecipazione, ma un grazie particolare alle tre giovani ragazze che si sono inaspettatamente unite a noi integrandosi benissimo nel gruppo e, mostrando grande spirito e simpatia, hanno reso piacevolissimi molti momenti della giornata: davvero una piacevole ventata di gioventù .
A questo indirizzo web il racconto dettagliato e divertente, corredato da molte foto, dell'amico Nino (…quello dello zaino magico pieno di ogni ben di Dio!!) : non rinunciate a dare un'occhiata!
Nella pagina forum una riflessione personale
Bruno
18.08.2009
Sentiero Alpino Calanca : Valbella-Pian Grand-Pass di Passit-Valbella
Solo pochi temerari alla partenza della gita SAV in Val Calanca, lungo la prima tappa del Sentiero Alpino. Qualche defezione per impegni improvvisi o per malesseri passeggeri e così solo in 4 affrontiamo la salita da Valbella lungo la Val Trescolmen, verso l'alpe ed il suo bel lago. Il sentiero è in condizioni a dir poco disastrose: dopo Cascinot è praticamente ridotto ad una lieve traccia tra erba alta che spesso nasconde insidie sul terreno. Segno evidente di una manutenzione assente, anche se qua e là appaiono segnalazioni bianco rosse che paiono molto recenti.
Giunti all'Alpe Trescolmen, finalmente, il sentiero si fa più evidente, pulito e ben marcato (siamo sul percorso del Sentiero Alpino!). Qui inizia il tratto ripido che porta alla bocchetta a quota 2514 da dove già si può vedere il Bivacco Pian Grand. In pochi attimi siamo al bivacco, dove pranziamo allietati da un caldo sole. Il Bivacco è una costruzione molto caratteristica, con un piccolo spazio per cucinare, un grande tavolo e numerosi posti letto: certo in condizioni di piena occupazione, l'aria, anche con la piccola finestra aperta, non deve essere molta….
Ripartenza dopo il pranzo, verso la bocca della Rogna e da qui, rapidamente, verso il Pass de la Cruseta, dove alcune catene aiutano a superare i passaggi più esposti. Dal passo belle visioni sul Lago Passit ed in lontananza sul Passo del San Bernardino. La discesa verso il Pass dei Passit è veloce, ben segnalata e su terreno piacevole, ma da qui (avendo abbandonato il Sentiero Alpino) dobbiamo dimenticare tutto questo ed avventurarci per la discesa in Val dei Passit, lungo un sentiero davvero impervio, ridotto ormai a poco più di una traccia, che ci porta più volte all'attraversamento di valanghe ancora ben presenti, camminando tra erba ed arbusti che spesso nascondono insidie e pericoli. La presenza di catene indica come un tempo questo sentiero godesse di una manutenzione efficiente: oggi in qualche punto l'erba nasconde veri e propri dirupi e davvero occorre molta attenzione (soprattutto per chi, come noi, percorre l'itinerario in discesa). Anche qui, un po' paradossalmente, un fresca e perfetta marcatura in bianco rosso è spesso visibile sotto l'erba alta. Occorrono più di due ore dal Pass dei Passit fino a Pian d'Asc, dove, in modo previdente, il mattino avevamo portato un'auto.
Nonostante le difficoltà di ingresso e di uscita, anche questo tratto del Sentiero Alpino è splendido, in ambienti davvero unici. Grazie a Gaby, Piera e Miranda che hanno accolto l'invito SAV e mi hanno seguito (e spesso preceduto, visto il loro super passo) per più di 8 ore di cammino in questa splendida cavalcata, riservata comunque ad escursionisti ben allenati e che non abbiano timori nell'affrontare lunghi tratti su sentieri disagevoli. Bruno
22.07.2009
Escursione al Pizzo Medola
Cattive previsioni meteo per mercoledì 22 luglio e forse per questo nessun iscritto alla gita SAV con meta la cima del Pizzo Medola. Gita naturalmente annullata.
Sono comunque salito nei giorni precedenti, per dovere di capogita, in esplorativa e do qui alcune indicazioni di massima per chi volesse intraprendere questa escursione, anche perché non si trovano informazioni su questa via nemmeno in internet.
Anzitutto confermo quanto detto in presentazione: la gita non è per tutti, richiede passo sicuro, assenza di vertigini, e sopratutto ottima capacità di orientamento. Da evitare in caso di nebbia, per l'oggettivo pericolo di non trovare i giusti passaggi soprattutto in discesa.
L'itinerario migliore raggiunge il Pianascion seguendo il percorso segnalato per il Passo Tamier, da abbandonare quando questo sentiero svolta decisamente verso sud, nei pressi di una palina segnavia. Proseguire in salita, verso nord, su ripido pascolo seguendo spesso sentieri di pecore e portandosi fin sotto le caratteristiche guglie calcaree. Salire preferibilmente lungo il ripido canale ai piedi della prima guglia, fino a raggiungere la sella al di la della quale un nevaio perenne riempie l'ampia conca dominata dal Kalberhorn.
Piegare a destra e salire il ripido crinale verso la cresta (percorso misto: ripido pascolo e roccette) del Pizzo Medola, fino a raggiungere un sentiero di pecore molto evidente che solca il fianco della montagna da nord a sud, in leggera salita, e porta fino in prossimità della prima sella della lunghissima cresta. Già in questo tratto alcuni passaggi possono dare problemi, anche se spesso sono evitabili risalendo o scendendo leggermente il pendio, ma attenzione a non perdere la traccia.
Giunti sulla sella percorrere la cresta verso la cima, con attenzione, ma in questo tratto senza grandi difficoltà. Giunti ad una balza rocciosa all'apparenza insuperabile, passare sulla cengia del versante sud est, che per un tratto di circa 50 mt. consente di superare facilmente questo tratto molto impervio sul versante opposto. Tornati sulla cresta, quando la cengia non consente di proseguire oltre, su terreno friabile si scende di qualche metro sul versante nord (in direzione della capanna), per imboccare l'evidente canalino che risale una balza di circa 7-8 mt., in direzione della cima. Qui sarebbe utile una corda di sicurezza, ma se se ne è privi, occorre, sopratutto in discesa, porre molta attenzione, a causa della roccia friabile, che non consente appigli sicuri. Indispensabile l'uso di mani e braccia e buona sicurezza su passaggi esposti. Personalmente ho scelto il canale di destra, ma anche il canale di sinistra sembrava offrire buone possibilità per la salita: questo è comunque il tratto più impegnativo dell'intero percorso.
Risalito il canalino ci si trova nuovamente sulla cresta, già in vista dell'anticima, da cui con facili passaggi si arriva alla cima vera e propria, dove una misera croce in legno e ferro fa da sola, da baluardo ai fulmini.
Lo spettacolo di un panorama davvero eccezionale ripaga delle difficoltà della salita. In discesa, lungo il percorso di salita, porre attenzione ai molti passaggi su ripido, dove, fino a quando si è giunti al pascolo del Pianasciom, anche una piccola caduta può trasformarsi in rovinosa. Ricordo e raccomando di non affrontare la salita in caso di nebbia !
26.04.2009
Gita sul Lago Maggiore.
Le previsioni meteo, dopo qualche incertezza iniziale, non lasciano spazio a dubbi: sarà una giornata di pioggia senza sosta...ma non ci perdiamo d'animo e ben in 84, chi proveniente dalla Valle Maggia, chi da Varese e dintorni, ci ritroviamo a Stresa per l'imbarco sul battello che ci porterà a S. Caterina del Sasso, solcando veloce un lago plumbeo ed avvolto dalla nebbia. Sbarco a S. Caterina, visita, naturalmente sotto una pioggia incessante, all' Eremo ed alle sue bellezze e poi tutti ad affrontare la cima Coppi della giornata, salendo i 286 gradini della scala in ferro, che in attesa del termine dei lavori per la costruzione dell'ascensore, ci portano al posteggio, nel frattempo raggiunto dal nostro bus, che, complice l'umidità che ciascuno di noi ha incorporato, ci pare ancora più accogliente e comodo.
Breve il viaggio fino al ristorante ed inizio ... dei bagordi con un pranzo davvero abbondante e di buona qualità.
Piove, piove, piove e come anticipato dagli organizzatori ... scatta il piano 'B': rinunciamo ai giardini di Villa Bozzolo per recarci a visitare ad Angera la Rocca Borromea ed il suo superbo Museo delle Bambole. Nonostante qualche difficoltà per il mastodontico bus nel raggiungere il posteggio della Rocca, mai scelta fu così indovinata: splendida davvero la Rocca e le sue sale ricche di storia e davvero incredibile il Museo con migliaia di bambole provenienti da ogni dove. Peccato, davvero non aver potuto godere anche degli splendidi panorami, a causa della nebbia che ci avvolge.
Un grazie particolare a tutti i partecipanti che hanno saputo cogliere tutti gli aspetti positivi della giornata e trasformare in una festa tutti i momenti trascorsi insieme, nonostante le avversità del clima.
Davvero grande piacere per chi ha pensato all' organizzazione il vedere tutti in allegria e soddisfatti dei momenti passati insieme.
Per vedere alcune foto clicca qui, mentre per vedere l'intera raccolta degli scatti della giornata clicca qui
(N.B. : le foto della Rocca che potete vedere allegate, sono state scattate sabato 25, in occasione del sopralluogo).
19/21.03.2009 - 05.04.2009
Bellissime le previsioni meteo per il lungo week-end di S. Giuseppe, così gli amici della SAV si dividono per sentieri sui monti, racchette ai piedi, per godere di giornate così piacevoli.
Giovedì 19 marzo, per festeggiare tutti i papà un gruppo più 'alpinistico' ha raggiunto la cima del Poncione di Braga, mentre domenica 21 un secondo gruppo più 'escursionistico' ha gironzolato in zona Salei, raggiungendo anche la cima del Munzellum.
Ancora sole dopo una settimana di piogge per sabato 5 aprile e così si parte fiduciosi per la Capanna Campo Tencia : giornata e panorami davvero indimenticabili.
Guarda le foto
02.03.2009
Gita ai Tirz. Ancora una volta la meteo gioca un piccolo scherzo a quanti decidono di partecipare domenica alla gita che Poldo Dazio propone per i soci SAV. La salita verso i Tirz è accompagnata da una giornata uggiosa e soltanto l'allegra compagnia risolleva il morale a tutti i partecipanti.
Gita a Bardughè. Un'altro gruppetto di amici, invece, sabato ha potuto approfittare di una splendida giornata di sole per raggiungere la Capanna Bardughè, dopo che per ben due volte la gita ufficiale della SAV era stata rinviata per le cattive condizioni meteo prima e per il pericolo di valanghe poi. Con il sole splendente e temperature più che primaverili la gita ha regalato ai partecipanti splendidi colori e panorami unici. Anche qui ottima atmosfera, con quel clima unico che si crea tra le persone quando, abbandonati in valle tutti i problemi di ogni giorno, si incomincia la salita verso la propria meta.
Ricognizione in elicottero. Infine possiamo mostrare alcune immagini delle nostre Capanne Pian di Crest e Fiorasca, riprese da un volo di ricognizione, sempre sabato 02.03.
Per guardare tutte le immagini clicca qui
27.01.2009 Gita con racchette all'Alpe Mognola. In una giornata non proprio bellissima, tipica però di questo inverno che ci regalato più neve che sole, si è svolta la gita SAV.
La meta era il corte Mognola, raggiunta in poco più di due ore, ma poi ci siamo lasciati tentare dalle pendici che portano al Lago, così ammantate di neve da non sembrare poi tanto ripide.
A dire la verità quasi un peccato rovinare quella distesa immacolata, dove le uniche tracce erano quelle di una lepre solitaria, con le impronte delle nostre racchette, ma viste dall'alto erano belle pure loro, un insolito ricamo nella neve.
Per chi non conosce il luogo, difficile individuare il lago Mognola, solo una superficie piatta ricoperta da una pesante coltre di neve; della cascina dell'alpe più nessuna traccia, come se fosse stata cancellata; i cartelli segnaletici quasi sommersi: davvero uno spettacolo, una grande sensazione di quiete, un paesaggio invernale incantato con quell'aria fredda e cristallina ad accarezzare i nostri volti sorridenti!
Qualche breve occhiata di sole ci ha poi accolti al Corte Mognola dove abbiamo pranzato. Quindi la discesa verso Mogno, una piacevole esperienza per tutti grazie a una neve perfetta: soffice e leggera come zucchero a velo, tanto da rendere dolci pure gli inevitabili tuffi…
Un grazie a tutti i partecipanti e alla prossima gita, perché il piacere della montagna sta anche nel camminare con amici. Gabi
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21.09.2008 - Gita SAV - SEV - SAT Ritom 'Memoria al Sassello' Erano le prime luci dell'alba e già c'era vita al parcheggio di Fusio: una ventina gli escursionisti pronti ad affrontare la salita verso il passo Sassello, il passo attraverso il quale i nostri antenati iniziavano il loro viaggio verso terre lontane alla ricerca di fortuna.
Per questo, la SAV (Società Alpininistica Valmaggese), la SEV (Società Escursionistica Verzaschese) e la SAT Ritom (Società Alpinistica Ticinese - sezione Ritom) hanno voluto dedicare la giornata alla memoria storica dei nostri emigranti.
Sono sicura che tutti noi, mentre salivamo, abbiamo rivolto almeno un pensiero, perché sfiorati da un senso di tristezza, alle fatiche degli emigranti, alla loro vita fatta di stenti, ai loro viaggi travagliati , alle loro illusioni, ma pure alle loro speranze.
Poi la bellezza del luogo, il fascino dei pascoli, dei larici con già nei colori il primo presagio d'autunno, del sole a lambire e illuminare le vette circostanti, hanno avuto il sopravvento e ci siamo lasciati permeare da quest' armonia che è propria delle nostre montagne.
Ed eccoci in poco più di un'ora e trenta al corte Piatto. Gli alberi si fermano e, come se fosse in attesa, appare il pizzo di Corno. Alcuni dei partecipanti si lasciano attrarre dal suo richiamo e salgono la rampa erbosa che porta alla vetta.
Gli altri proseguono il cammino; sul sentiero ciò che rimane della cascina del corte Sotto la Cima, poi il passo. E subito lo sguardo si perde verso la Leventina, il territorio alpestre di Piora, e situato proprio di fronte a noi, il lago Ritom con il suo colletto di cemento. Attorno, a fare da cornice, molti pizzi; uno tra questi è subito riconoscibile: il Tremorgio con l'inconfondibile croce che si staglia contro un cielo leggermente velato.
Sotto, l'alpe di Prato con il laghetto omonimo, il quale, fedele al suo nome è un concavo prato, in cui il verde e il blu sono in continua lotta per la supremazia.
Poi, a gruppetti, ecco l'arrivo degli escursionisti saliti dal lato leventinese aggiungersi a noi. I saluti, il piacere di incontrarsi in alta quota e quale momento forte della giornata, una breve ma incisiva cerimonia a ricordare i nostri emigranti. Canti e brani che hanno saputo suscitare curiosità, interrogativi e commozione.
Quindi giù, verso la capanna Garzonera per il pranzo in comune. I valmaggesi, concordi a non mangiar troppo, perché poi bisognava risalire un dislivello di circa trecento metri per il ritorno. Tutti un po' temevamo questo rientro, ma passo dopo passo, chiacchiera dopo chiacchiera ci siamo ritrovati in terra valmaggese senza neppure accorgerci di aver faticato, con il sole ancora alto che ci ha accompagnato fino alla strada cantonale.
Un grazie a tutti per questa piacevole giornata, in armonia con le persone e la natura a dare carica alla settimana lavorativa e in attesa di una nuova gita.
Per visualizzare alcune foto della giornata clicca qui
01.09.2008 - Gita SAV - Sentiero Alpino della Val Calanca 15 iscritti alla gita per questo week end, confortati da buone previsioni meteo. Partiamo da Valbella, piccolo nucleo proprio al termine della Val Calanca, dopo aver lasciata qualche auto ad Arvigo, pronta per il recupero per l'indomani. La salita verso verso l'Alpe Largè, proprio poco dopo la partenza, sarà l'unico tratto di sentiero del lunghissimo percorso (in totale più di 25 Km, con 2700 mt. di dislivello) un pò malandato e disagevole, poi...una splendida cavalcata con saliscendi tra gole e creste, con tratti attrezzati con catene e scale in ferro per agevolare gli escursionisti nei tratti più impegnativi, passando per il Bivacco Ganan, poi per il lago di Calvaresc, a forma di cuore, dove i più coraggiosi (in verità le più coraggiose) hanno approfittato della bella e calda giornata per un bagno ristoratore, prima di arrivare alla bella Capanna Boffalora, dove siamo stati accolti con grande cordialità dai guardiani di turno. Ottima cena e riposo molto gradito dopo una giornata in cui, quasi senza accorgercene abbiamo camminato per più di otto ore.
Sveglia di buon mattino, l'indomani, per cercare di anticipare una perturbazione annunciata per il pomeriggio. Il cammino ricomincia però nella nebbia, che ci accompagnerà per qualche ora, rendendo tuttavia ancor più suggestivi ed impressionanti i passaggi più caratteristici sulle diverse creste che anche oggi dobbiamo superare. Su e giù seguendo il sentiero che ora pare scendere verso la valle, ora pare salire verso le cime e che infine ci conduce al Rifugio Alp da Fora che nessuno si aspettava così ampio ed accogliente, prima di puntare in decisa discesa verso il piccolo, magnifico, nucleo di Braggio. Sosta presso una ...sorgente di fresca birra nascosta tra le mura di un piccolo grotto, dove tutti ci dissetiamo e riposiamo, dopo che anche oggi abbiamo camminato ( e di buon passo) per altre 7 ore, poi tutti in funivia fino ad Arvigo e...saluti e baci ed arrivederci alla prossima: sicuramente tutti con un pò di acido lattico nei muscoli ma con tanta soddisfazione per le belle giornate trascorse insieme.
Grazie a tutti i partecipanti che hanno contribuito a rendere davvero 'speciali' questi due giorni in Val Calanca.
Guarda le foto cliccando qui.
23.08.2008 - Passo del Lucomagno - Lai Blau Interessante escursione con visioni molto panoramiche su numerosi laghetti della zona. Partenza dalla diga del lago di Santa Maria, poco oltre il Passo del Lucomagno per chi arriva dal versante ticinese e salita nella Val Rondadura su comodo sentiero, fino al magnifico Lai Blau. Da qui su pascoli e pietraie in breve si raggiungono i laghetti senza nome a quota 2442, 2570 ed ancora 2680. Il paesaggio è incantevole, il blu dei laghetti davvero indimenticabile nelle giornate di sole...e la sorpresa ? Per chi come me si scandalizza quando vede gli orrendi fazzoletti di carta lasciati sui sentieri da quelli che....tanto è biodegradabile, per chi come me sarebbe pronto al litigio se vedesse qualcuno abbandonare una lattina su un sentiero, la sorpresa è stata trovare decine e decine di residuati di razzi, piccole bombe, spolette e quant'altro che nemmeno un campo di battaglia avrebbe potuto dare tanto: capisco che questa è una zona di tiro ma i signori con le stellette non pensano ad una bonifica dopo i loro giochini ? Bruno
17.08.2008 - Gita SAV - Capanna Quarnei La gita è stata annullata. Solo tre iscritti, scoraggiati da previsioni meteo sfavorevoli (e poi rivelatesi non del tutto corrette) e conseguente rinuncia. Peccato!!
Grazie comunque ai tre coraggiosi che avevano dato la loro disponibilità.
06.08.2008 - Sentiero degli Stambecchi Invio una descrizione veloce dell'itinerario, sperando che possa essere d'aiuto a chi lo volesse conoscere. Anzitutto occorre ricordare che per percorrere in giornata questo sentiero, in pratica la traversata dalla Capanna Scaletta alla Capanna Bovarina, occorre disporre di 2 auto: noi abbiamo portato un auto in località Pradasca, dove parte il sentiero per la Capanna Bovarina, poi siamo scesi a Ghirone dove, lasciata la seconda auto, abbiamo usufruito del bus che sale a Pian Geirett. Da qui parte il sentiero che raggiunge comodamente il Pass d'Uffiern con bella vista sull' omonomo lago e da qui risale e percorre la cresta del Sasso Lanzone fino alla quota 2814, per poi ripidamente scendere verso il Lago Retico e da qui alla Capanna Bovarina. Bellissima gita, segnalata con molta cura: impossibile perdersi, ma possibile avere qualche problema per chi soffre di vertigini: la segnalazione in bianco rosso in territorio grigionese non segue gli stessi criteri delle segnalazioni bianco rosse ticinesi : il sentiero merita nel tratto di cresta una marcatura bianco blu, almeno per invitare ad una attenta valutazione prima di avventurarsi a percorrerlo. Bruno
20.07.2008 - Gita SAV - SEV al Pizzo Canaa
A dispetto delle previsioni meteo alla partenza il cielo era sereno. Salendo dapprima su comodo sentiero fino al lago Mognola e poi per pascoli e grosse pietraie abbiamo raggiunto l'aerea cima del Pizzo Canaa. Un venticello fresco e l'arrivo della nebbia hanno affrettato la discesa. Dopo una traversata in quota siamo scesi al corte di Canaa dove accanto al ruscello e in mezzo a una esuberante fioritura ci siamo concessi una meritata sosta. La discesa è poi proseguita lungo il canale che porta l'acqua all'alpe del Sasso: un' opera davvero notevole!
Le prime gocce di pioggia ci hanno raggiunti al posteggio, dopo che ci eravamo equamente divisi l'ottima mascarpa acquistata a Vacarisc.
La giornata si è conclusa con tanti canti, caffè e torte chez "Poldo e Bruno" che ringraziamo per la gentile ospitalità.
Un bel finale per una magnifica giornata! ed ecco alcune immagini...
23.06.2008 - Gita SEV al Basodino Ci scriveTiziano Minghetti, capogita: " La gita SEV al Basodino è stata un successo e tenevo a ringraziare capannari del Pian di Crest! Il soggiorno è stato di prima classe, con un ottimo vitto e molta simpatia.
Siamo saliti in vetta al Basodino via Tamierhorn, bocchetta d'Antabia e anticima 3236 del Basodino. La discesa è poi stata effettuata dalla via normale su Robiei. La neve è cominciata verso i 2600 m, ma al mattino portava bene. Le condizioni sulla cresta di collegamento tra le due vette del Basodino erano relativamente buone, ma non ancora ottimali, per via delle neve ancora presente a tratti."
Ecco alcune immagini
N.B. Questo è il primo esempio di condivisione di spazi e di informazione per tutti gli amici della Società Alpinistica Valmaggese. La SEV, con capogita Tiziano Minghetti ha organizzato per sabato 21 e domenica 22 una gita al Basodino con pernottamento alla nostra Capanna Piano delle Creste: quale migliore occasione per dare una veloce indicazione del percorso e pubblicare le bellissime foto inviateci ? Se siete interessati a questa possibiltà mandate all'indirizzo mail valbavona@gmail.com il breve racconto delle vostre gite e qualche immagine scattata nell'occasione: un passo dopo l'altro si formerà una raccolta interessante per i tanti escursionisti che visitano il nostro sito.
12.05.2008 - Gita mini in Val Calnegia.
Se vogliamo usare il gergo dei giovani , la gita "Mini in val Calnegia" non si può altro che definire una "mega-gita". Tanti, tantissimi i partecipanti e fra loro un bimbo di pochi mesi, l'unico a non aver sudato, perché comodamente seduto nello zaino della mamma….
Bello vedere questi bimbi trotterellare accanto ai genitori, a un fratello maggiore o ad un compagno. Superare i gradini, non proprio ad altezza di bambino, con incedere sicuro, già una falcata quasi da alpinista. Le loro voci, le loro chiacchiere, hanno dato vita ai boschi sopra Foroglio e poi, via via , lungo tutta la valle. Molti hanno raggiunto le cascine di Calnegia, altri si sono fermati alla Gerra, dove tutti si sono poi riuniti per il pranzo. Lì, fra cascine mimetizzate fra macigni ciclopici e misteriose splüi i bambini hanno potuto giocare, correre, arrampicarsi, nascondersi e magari provare un brivido di paura scendendo negli antri bui e freddi delle cantine nascoste dai massi.
Ma anche per gli adulti è stato interessante ammirare le ricche testimonianze di una vita passata, fatta di lavoro e stenti, dove l'uomo ha saputo sfruttare ogni lembo di terra e appropriarsi dei vani sotto i macigni trasformandoli in cantine o abitazioni per uomini e animali, il tutto fatto in grande armonia e rispetto con la natura.
Poi la foto di rito, naturalmente ai piedi di un grosso macigno, e quindi ci si prepara al rientro, ricchi di una nuova esperienza, di nuove conoscenze, e con negli occhi la gioia di aver condiviso dei momenti piacevoli in un luogo selvaggio e magico al tempo stesso.
27 aprile 2008 - Gita primaverile Broglio - Monti di Rima - Mognee - Chialp - Curt du Mont (Scinghiöra di Brontallo) - Brontallo
La “Via dell’Alpe”, così chiamata dallo scrittore Giuseppe Zoppi, è stata percorsa lo scorso 27 aprile da molti escursionisti che hanno accolto l’invito della SAV alla consueta gita primaverile.
Per vedere così tante persone in una sola volta su questo sentiero credo si debba tornare indietro nel tempo di parecchi decenni, quando la strada carrozzabile ancora non esisteva e la gente si recava a Rima la prima domenica di agosto in occasione della festa della Madonna della Neve.
E come allora, anche noi, giunti lassù ci siamo fermati davanti all’oratorio per una breve sosta, un canto alla Madonna, quindi di nuovo in marcia nel bel bosco di faggi con le prime timide foglie a far capolino sui rami.
Altra sosta al Chialp, per ammirare la valle sottostante, il nucleo di Menzonio, le valli Cocco e Serenello ancora interamente innevate e non molto lontano, la meta: Curt du Munt.
Un breve passaggio su una cengia esposta, ma nulla di pericoloso, un tratto di sentiero in discesa, l’arrivo a Scinghiora e al rintocco del mezzogiorno tutto il gruppo è all’Agriturismo della “Fondazione monti e paesaggio”.
Qui due paioli fumanti e un bicchier di bianco danno il benvenuto agli ospiti, sicuramente affamati e forse un po’ stanchi. Fra di loro un bambino di cinque anni e una signora di oltre ottanta.!!!
Dopo il pranzo, apprezzato da tutti, ecco apparire sui tavoli, come da tacito accordo, parecchi “Chiantem”, il libretto dove la SEV ha raccolto molti dei canti popolari legati alla montagna.
C’è chi canta e chi ascolta, e penso che ognuno a modo suo goda di questa giornata, non ricca di sole, ma di amicizia e calore.
Io termino ringraziando tutti i partecipanti, tutti coloro che mi hanno dato una mano durante il pranzo e un grazie particolare va a Fiorenzo, Poldo e Michele per aver preparato la polenta e la tavola imbandita.
Ora la mente è alla ricerca di una nuova meta per l’anno che verrà….quindi un arrivederci a tutti.
Se vuoi visitare il sito dell'agriturismo che abbiamo visitato clicca qui
17 febbraio 2008 - Gita SAV-SEV all'Alpe di Tirz
E' un cielo plumbeo, ma già con un presagio d'azzurro, quello che accoglie i 26 partecipanti alla gita SEV/SAV. Giunti ai 1800 m/sm la promessa d'azzurro é ampiamente mantenuta.
La nebbia, quasi per incanto sparisce e come in un sogno ecco che le vette si stagliano contro il cielo.
Sotto di noi il mare di nebbia, uno spettacolo fiabesco. Un passo dopo l'altro ed arriviamo in vetta.
Quale ambiente migliore per un inno alla montagna!
All'arrivo, alla corona della diga Sambuco, la fatica non esiste più, solo volti sorridenti e soddisfatti.
Una gita bellissima.
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18 novembre 2007 - Gita di chiusura a Brunate
Oggi, con una splendida giornata di sole, si è svolta la gita di chiusura della Società a Brunate, nei pressi di Como.
In bus fino a Como, poi in funicolare fin su a Brunate, dove già si poteva sentire un'aria più frizzante e gustare panorami della città e del lago. Dall'arrivo della funicolare a piedi per i più intraprendenti, in bus per tutti gli altri , fino al Faro Voltiano, con salita alla panoramicissima terrazza. Poi una passeggiata fino alla Capanna Cao, dove tutti...gambe sotto ai tavoli e buon appetito!!. Pranzo graditissimo, abbondante (forse troppo!!) ed infine, dopo il saluto del nostro presidente, ritorno alla funicolare e da qui sul lungolago di Como con la funicolare, pronti per il comodo bus per il ritorno in valle.
La giornata è stata molto piacevole e non mi pare che particolari intoppi abbiano minimamente intaccato il clima di festa e di gioia palpabile in tutti i partecipanti.
Grazie a tutti per la partecipazione: occasioni come queste per poter stare insieme ci aiutano a creare un clima di amicizia e di collaborazione tra tutti i soci e non possono che fare il bene della SAV.
Un saluto a tutti i partecipanti ed un grazie particolare a quanti hanno reso possibile questa bella giornata.
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16 settembre 2007 - Traversata Capanne Albagno - Orino - Mognone
Ieri 16 settembre si è svolta come da programma la gita SAV con la traversata tra le Capanne Albagno,Orino e Mognone. Tempo incerto e molto nebbioso, nonostante le ottime previsioni meteo, ma non ci siamo lasciati spaventare: puntuali alla partenza ben 20 partecipanti !
Saliti con la funivia fino a Mornera, abbiamo raggiunto tra la nebbia la Capanna Albagno dove era d’obbligo una breve sosta. Ripartiti, abbiamo percorso la lunga traversata sino alla Cresta di Morisciolo e poi all’omonimo alpe, purtroppo senza poter ammirare alcun panorama perché la nebbia anziché dissolversi come tutti prevedevamo si è addirittura infittita ed anzi durante la sosta per il pranzo è perfino scesa una fine pioggerella. Giù per il bosco di gran lena (nonostante la raccolta di un buon numero di porcini…un po’ spaventati dal vento e dal secco dei giorni scorsi) fino alla Capanna Orino ed ecco farsi largo tra le nebbie un timido sole. Dopo la breve sosta ripartenza verso Mognone, dove oramai il sole seppur pallido la faceva da padrone e dopo la sosta canonica (e prolungata) inizio della discesa fino a San Defendente, dove avevamo portato le auto il mattino.
Ringrazio personalmente tutti i partecipanti naturalmente, anche a nome della società : credo che la giornata sia stata piacevole e la gita ci abbia regalato momenti di piacevole ‘stare insieme’ gustando natura e compagnia.
28 aprile 2007 - Visita al Museo all'aperto del Ballenberg
Favoriti da una splendida e fin troppo calda giornata oggi una cinquantina di soci ed amici SAV hanno visitato il Museo Svizzero all'aperto del Ballenberg. Un'occasione che ha permesso ai partecipanti di scoprire e di rivivere il mondo contadino nel quale ha vissuto gran parte della popolazione svizzera nei secoli scorsi. Il museo si sviluppa su di un' area di 660.000 metri quadrati e comprende tipiche costruzioni contadine di quasi tutti i Cantoni svizzeri. Inoltre sul percorso vi è la possibilità di assistere ad attività lavorative con tecniche e metodi dell'epoca, dalla produzione del formaggio alla forgiatura di oggetti in ferro, dalla lavorazione del legno a quella della ceramica. Una giornata davvero spesa bene !!
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